sabato 3 dicembre 2016

Aspettando il referendum. Recensioni, interviste e presentazioni su Sei lezioni. Parlatene male, ma parlatene.


 
Recensioni a Sei lezioni











Gennaro Zezza, 6 lezioni di Sergio Cesaratto
"Il libro è ben scritto e molto godibile. Si parte da un excursus sulla teoria dei classici, l’economia marginalista, e la teoria Keynesiana, per “dare le basi”. La chiave di lettura è quella dell’economista di formazione sraffiana, come è ovvio, e su alcune affermazioni sui marxisti e su Keynes ci sarebbe da discutere. Ma in generale questa prima sezione è ben fatta: mi ha ricordato a volte il bel libro del 1976 “Il valore” di Claudio Napoleoni, che fu la mia introduzione a gran parte di quanto Sergio racconta."

Pierluigi FaganETERODOSSI DI TUTTO IL MONDO, UNITEVI!
"Credo sia questo ad aver mosso il professore di Siena a darci le sue sei lezioni, approfondite e comprensibili pur se rigorose e poco inclini alla narrazione, soprattutto rivolgendosi a quanti hanno animo critico verso lo stato economico (quindi politico) della nostra realtà e però scelgono la via facile ma sterile dell’olismo negativo (no a questo, no a quello ed in definitiva no a tutto) senza penetrare il dovuto, la complessità delle idee che poi portano alle scelte."

Fabio Petri, Sei Lezioni di Economia – recensione a Sergio Cesaratto
"lo scopo principale del libro non è riesaminare il dibattito sui pro e contro di un’uscita, ma fornire in modo semplice le premesse per avvicinarsi a questo dibattito senza farsi fuorviare da discorsi apologetici sul ruolo dell’euro, sui mali del debito pubblico, o sulla capacità del mercato di aggiustare tutto. E ci riesce. "

Carlo Clericetti, Ma cos'è questa crisi
"Un libro che vende 1.200 copie in tre giorni dall'arrivo in libreria  è senz'altro un successo. Se però non è un romanzo, ma un testo di economia piuttosto impegnativo, è qualcosa di più: nell'Italia che mediamente legge poco e dove l'economia è materia che i più considerano ostica, un risultato del genere si avvicina al miracolo."

Giorgio Cremaschi, non pervenuto perché da più di un mese il manifesto non pubblica la bellissima recensione di Giorgio. UPDATE 22 dicembre 2016: qui e senza tagli qui

Ernesto Screpanti, Per capire la crisi più lunga
"E veniamo all’ultimo capitolo, il più bello e più profondo. Devo fare tanto di cappello al professor Cesaratto, che riesce a far capire a tutti il funzionamento della politica della BCE nell’era Draghi, impresa non facile data la complessità di molti tecnicismi e delle teorie monetarie che gli stanno dietro." 

Massimiliano Mazzanti, Come capire la crisi (e come uscirne)
"Seppure chi scrive ritenga che una uscita dalla area euro sia più nociva che positiva per i paesi del Sud Europea, e pensi che si possa/debba portare i paesi del nord a parlare di concertazione keynesiana, euro bond, solidarietà intra europea, il libro è un importante arena di dibattito e discussione sul tema, che andrebbe come gli altri affrontata vis à vis senza ideologie ed interessi, ma sulla base della (buona e laica) teoria e della verifica empirica ad essa integrata."

 Luigi Bosco, Lezioni di economia non ortodossa

"quello che colpisce negativamente è la singolarità del progetto: troppo pochi sono infatti i contributi alla Cesaratto. Non paga scrivere libri nel mercato accademico moderno e italiano in particolare. Tanto meno poi paga scrivere libri fortemente eterodossi. Gli economisti non scrivono più libri e non lavorano più a teorie generali come quella di Keynes. Questo rende forse più facile la conservazione del paradigma neoclassico basato su ipotesi inverosimili o, come suggerisce Cesaratto, minato da lacune teoriche di fondo mai risolte, benché questo paradigma appaia disarmato e impotente davanti alla crisi, non solo a quella finanziaria ed europea ma anche a quella ambientale."

 Luciano Barra Caracciolo, "SEI LEZIONI DI ECONOMIA": TRA MARGINALISMO, SRAFFA E...IL VINCOLO COSTITUZIONALE

"il libro ci rende testimonianza di una spiegazione culturale fondamentale: quella su come la Costituzione sia stata considerata "superata", e comunque superabile, in quanto keynesiana, dalla "sinistra"; e quindi non solo dalla reazione immediata e violenta del 'Quarto partito', sempre in armi fin dal 1947. Non bisogna dimenticare, infatti, che per fondare un'interpretazione sistematica e "armoniosa" dei principi e dei diritti inderogabili della Carta del 1948, occorre rifarsi alla teoria economica di Keynes, quale obiettivamente recepita in Costituzione, nel suo complessivo tessuto normativo."

Riccardo Achilli, Consigli per la lettura: Sei lezioni di economia 

"questo lavoro ha il pregio fondamentale di essere utile per tutti. E’ utile per l’addetto ai lavori, che, assorbito dagli aspetti tecnico-statistici o contabili, tende spesso a dimenticare le radici teoriche e di pensiero che si celano dietro il suo lavoro, perdendo di vista l’impostazione politico-ideologica che le guida. E’ utile al profano di economia, che troverà in questo testo un excursus di storia della teoria economica completo e di una rimarchevole chiarezza espositiva, associata ad uno stile narrativo leggero, che rende gradevoli argomenti anche tecnicamente ostici. E’ utile per lo studente di economia, che troverà molto conforto dalla chiarezza espositiva nel superare lo stile ostico, fatto di espressioni matematiche e geometria analitica, tipico dei manuali di economia. Soprattutto, a trarre giovamento sarà il dibattito politico e giornalistico."

Simone Casavecchia, “Sei Lezioni di Economia” per capire la crisi con Sergio Cesaratto

"Il volume (disponibile anche in versione Kindle ...), pensato per un pubblico ampio ma utilizzabile anche nei corsi di economia, come risorsa da affiancare al testo istituzionale, è arricchito da nutrite guide bibliografiche che chiudono ogni lezione e da specifici box che, nel corso del testo, offrono approfondimenti specifici su altri aspetti che potranno incuriosire il lettore."

UPDATE recensione di Giovanna Cracco su questa interessante rivista.
"Si fa presto a dire ‘neoliberismo’, ma cosa vuol dire? Cesaratto parte dal presupposto che per combatterlo occorre conoscerlo nelle sue fondamenta teoriche e comprendere cosa vi sia di analiticamente sbagliato, ché urlare semplicemente ai ‘cattivi’ non ha mai portato grandi risultati."

Alessandro Visalli su Tempo Fertile
"Il messaggio probabilmente centrale nel testo è che ciò che chiamiamo “l’economico” non è organizzato da un principio di unità, ovvero da un fondamentale equilibrio cui tende naturalmente, come vorrebbe il principio “neoclassico”, ma dal conflitto.  " (update 17 gennaio 2017)

E più di una recensione, il mio grande amico Manolo Monereo (intellettuale e politico spagnolo, attualmente deputato di Podemos, nonno felice e amante di un buon vino bianco piuttosto che delle riunioni politiche) ha anteposto questa dedica a un suo articolo il cui titolo riprende uno spunto del mio libro: "Para Sergio Cesaratto que me enseñó a leerla política desde la economía." Triunfo de Trump: el ‘momento Polanyi"
(traduzione italiana qui)


Interviste sul libro

Radio radicale, intervista

RAI Mizar (rivista culturale del TG2), intervista

Controlacrisi, intervista


Presentazioni

Firenze, libreria Todo Modo/

Parma, Ross@ 

Pescara, Meeting di Asimmetrie

Fiuggi, Network per il socialismo europeo

Siena, studenti di Rethinking economics
Roma,  studenti di Rethinking economics

e poi...


 


1 commento:

  1. Parlarne male? Chi oserebbe?
    Per me è ormai "Il Cesaratto"

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